Negli ultimi giorni si sta registrando un aumento esagerato per tutti i generi alimentari e non solo. Ma chi è il vero colpevole di questa situazione?

Con il conflitto in corso in Ucraina, è facile pensare che l’aumento dei prezzi dei generi alimentari e non solo, sia un effetto conseguente della guerra.
C’entra anche l’inflazione, certo, e le sanzioni alla Russia rendono ancora più instabile un mercato ormai in declino. Eppure l’aumento esponenziale dei prezzi in Italia (+6,3 ad aprile rispetto al 5,8% di marzo) non è dovuto solo a questi fattori.
Prezzi alle stelle ma non è colpa della guerra
Attendendo magari un’iniziativa della magistratura, ci sono molte domande da porsi riguardo l’aumento dei prezzi che stiamo vivendo nel nostro Paese.
Come non ricordare il caro benzina del marzo scorso, quando ancora del conflitto in Ucraina non se ne parlava, che il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani aveva accollato ai “furbetti del carburante“. O ancora il Covid “benedetto” per la questione dei superbonus edilizi e la famosa risata per il terremoto dell’Aquila.
Fatto sta che, come riporta il Giornale, il prezzo del pane a Milano è aumentato del 17%. 4,50 euro per un chilo di pane, fino ad arrivare a prezzi folli di 10 euro al kg per il pane speciale. persino i caffè hanno subito un’impennata mostruosa, alzando il suo costo di addirittura 20 centesimi. Ma chi sono i veri colpevoli di questi aumenti di prezzo?
Mauro Antonelli dell’Unione Nazionale Consumatori (Unc) ha spiegato che “lungo la catena che porta il cibo dal coltivatore alla tavola spesso si insinuano speculazioni“. Nonostante l’Ucraina sia uno dei maggiori esportatori di grano, esportando il 31% del grano tenero di tutto il mondo, è anche vero che l’Italia non importa chissà quanto grano dall’estero, spiega Furio Truzzi presidente di Assoutenti, e quindi la guerra va a incidere solo sul 10% del prezzo finale. inoltre, conclude Truzzi, “il grano ucraino verrà raccolto solo a luglio e non è ancora stato immesso nel mercato“.