Le banche stanno iniziando a fornire servizi di trading in criptovalute ai clienti. Sarà il 2022 l’anno della definitiva regolamentazione?

Per anni le grandi banche hanno ignorato (o tentato di frenare) l’ascesa delle cryptovalute. Adesso sembra che stiano iniziando a comprenderne i vantaggi. Commonwealth Bank (CBA), la più grande banca in Australia, afferma che sarà la prima nel Paese a consentire ai clienti di acquistare, vendere e detenere asset crittografici. Per farlo, lancerà un programma che offre criptovalute direttamente ai clienti tramite l’app principale. Fa parte di una nuova partnership con l’exchange di criptovalute Gemini e la società di analisi blockchain Chainalysis.
Negli Stati Uniti, i giganti finanziari Bank of New York Mellon e Fidelity offrono servizi di crittografia a grandi clienti istituzionali. Le banche tradizionali negli Stati Uniti rimangono le più lente a proporre ai clienti questi, per questo vogliono mettersi al passo entro quest’anno.
Adeguarsi o soccombere
Secondo un recente rapporto di Reuters, la Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) sta esplorando il modo in cui le banche possono detenere cryptovalute in sicurezza. La presidente della FDIC Jelena McWilliams, afferma che stanno lavorando per consentire alle banche americane di supportare queste risorse.
“Penso che dobbiamo consentire alle banche in questo spazio, gestendo e mitigando adeguatamente il rischio. Se non portiamo questa attività all’interno delle banche, si svilupperà al di fuori delle banche. A quel punto regolatori federali non saranno in grado di regolarla” ha detto in un’intervista a margine di una conferenza fintech.
Secondo McWilliams, la FDIC sta lavorando a fianco della Federal Reserve e dell’Office of the Comptroller of the Currency (OCC) per sviluppare una serie di regole chiare e coordinate che consentiranno alle banche statunitensi di entrare nel regno delle risorse digitali.
In questo scenario il 2022 sembra essere l’anno della definitiva regolamentazione. Questo step è sicuramente quello decisivo per raggiungere l’obiettivo dell’adozione di massa delle cryptovalute. Tuttavia è un argomento che resta delicato, occorre procedere con cautela e con una prospettiva di insieme.
I Paesi europei e mondiali per estensione, hanno posizioni divergenti riguardo questi asset. Da una parte abbiamo l’El Salvador che ne fa valuta ufficiale, dall’altra abbiamo la Cina che ne bandisce il mining e l’utilizzo per potenziare il Yuan digitale. Da una parte abbiamo alcuni paesi degli Emirati che stanno agevolando l’avvento di persone competenti nel settore blockchain per attrarre capitali. Dall’altra parte abbiamo alcune banche che proibiscono i bonifici verso gli exchange.
Qualunque sia il parere che abbiamo in merito dobbiamo sempre ragionare su entrambi gli aspetti, sapendo che possiamo fare la nostra parte per cambiare il mondo.