Il bollo auto scaduto alla lunga può portare a conseguenze decisamente drastiche. Cosa succede in caso di mancato pagamento prolungato
La questione del bollo auto tiene sempre banco tra gli automobilisti del Bel Paese. Da sempre indigesta, la tassa regionale che incorpora la tassa automobilistica e di circolazione va pagata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza. Ad esempio se la scadenza è prevista per il 31 marzo 2022, si ha tempo fino al 30 aprile 2022 per mettersi in pari e pagare l’importo previsto.
Per quanto concerne il primo bollo invece, i termini cadono nei mesi di aprile, agosto e dicembre con obbligo di pagamento a maggio, settembre e gennaio. Alle volte però può capitare di “dimenticare” di adempiere a questo particolare onere, ma in realtà c’è poco da scherzare.
Qualora non si saldi il tributo entro il termine previsto, il proprietario della vettura dovrà versare gli interessi di mora. Scatta infatti il ravvedimento operoso, che nello specifico comporta le seguenti sanzioni:
Una volta superato il periodo di tempo di un anno non si potrà più ottenere il ravvedimento operoso. A quel punto la multa prevista per il mancato pagamento del bollo auto lieviterà al 30% a cui va aggiunto un interesse dello 0,5% per ogni semestre di ritardo accumulato.
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Qualora trascorrano più di tre anni si incorre addirittura nella radiazione del veicolo dal PRA (Pubblico Registro Automobilistico), che di fatto rende impossibile la circolazione dello stesso, a meno che non si proceda con una nuova immatricolazione e con il saldo di bolli e more non corrisposte.
Per fugare ogni dubbio in tal senso è bene visitare il software dell’Aci (Automobile Club d’Italia) che conteggia eventuali sanzioni ed interessi in merito.
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