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Allarme pasta: per quali motivi l’Italia rischia di restarne senza nel 2022

Il pericolo che l’Italia possa rimanere senza la sua cara e amata pasta nel 2022 è reale. Tra le diverse cause, una spicca in particolar modo, vediamo quale 

Fonte Adobe Stock

L’Italia rischia di non avere più pasta nel 2022. Una notizia a cui si fa un’immensa fatica a crederci, eppure è così, tra la tristezza e l’indignazione generale. L’assurda conseguenza è quella che potrebbe portare tra qualche tempo a vedere semivuoti gli scaffali dei supermercati. 

Sono diverse le concause che hanno portato al punto di non ritorno, per questo è necessaria un’analisi approfondita, che spieghi da cosa è stato generata una crisi così profonda.

Pasta, scatta l’allarme: ecco perché il Bel Paese rischia di non avere più scorte

Il punto di partenza sono i drastici cambiamenti climatici a livello globale, di fronte a cui non si può più rimanere indifferenti. Infatti, l’ultima caldissima estate, ha distrutto la maggior parte dei raccolti di grano in Canada (dove si sono toccati addirittura i 50°).

Il paese nordamericano è uno dei principali produttori dell’intero pianeta ha subito un danno enorme e collateralmente anche altre nazioni hanno subito un duro un colpo. L’Italia ad esempio, leader per quanto concerne la produzione, si affida in gran parte al grano importato dal Canada. 

Nel Bel Paese non sono presenti numerosi campi di grano, basti pensare che appena 1 piatto di pasta su 4 è composto da materie prime prodotto sul suolo nostrano. Ed è qui che bisognerebbe fare quadrato e dare un incentivo al “made in Italy” come sottolineato da Coldiretti. L’ideale sarebbe garantire a chi produce una giusta remunerazione e al consumatore, sicurezza e qualità.

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Inoltre sarebbe l’occasione giusta per accontentare la gente che preferirebbe di gran lunga una pasta prodotta in Italia, in quanto all’estero si fa uso del glifosato, un potente erbicida, che di certo non giova alla salute. 

Allo stato attuale le previsioni per il 2022 sono piuttosto drastiche, il che potrebbe portare ad avere sempre meno pasta e a prezzi decisamente spropositati. I rincari in tal senso sono già stati notevoli, ma con un quadro simile, il peggio deve ancora venire.

Published by
Antonio Pilato

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