I numeri fotografano la realtà ed in questo momento l’Italia vive un momento cubo come testimoniano i dati sulla povertà targata Istat: lo scenario.
Una crisi incombente che dura praticamente da più di un anno e la speranza di una ripresa economica che cala sempre più. L’Italia vive un periodo particolare, sicuramente cupo rispetto al passato e lo scenario ce si prospetta è preoccupante per l’intera popolazione.
L’Istat si sta infatti occupando di rendere noti i valori relativi all’incidenza di povertà assoluta, la quale è in aumento. La spesa ed i consumi ridotti, il lavoro che c’è a singhiozzo e tanti altri fattori portano la penisola a rischiare seriamente il tracollo. Scopriamo insieme cosa sta accadendo e soprattutto le percentuali statistiche raffrontate col passato.
Dal 2014 al 2018 è cresciuto in maniera esponenziale il numero delle persone che soffre la crisi economica, così d’aumentare anche la percentuale relativa alla povertà assoluta in Italia. Nel 2019 poi il miglioramento con i numeri e la quota di famiglie in povertà assoluta in netto calo. Restando però su valori superiori a quelli della crisi datata anno 2008. Sembrava però potersi innescare un trend positivo che è stato bruscamente interrotto solo dalla pandemia che ha praticamente monopolizzato l’intero 2020.
L’anno appena trascorso ha fatto segnare un drastico calo della spesa per i consumi delle famiglie, secondo quanto reso noto dall’Istat. Si è così percepito un aumento totale della povertà assoluta che s’inquadra in un contesto che a tal proposito conta nei 12 mesi del 2020 una spesa mensile che è tornata a livelli bassissimi. 2.328 euro, il 9,1% in meno rispetto al 2019 e soprattutto a livello dei primi anni 2000.
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In Italia i dati parlano chiaro: il valore d’incidenza di povertà assoluta in Italia è in aumento in tutti i sensi. Sia si considera in termini familiari passato dal 6,4% dell’anno 2019 al 7,7% del 2020. In questo contesto sono oltre 2 milioni di famiglie coinvolte. Mentre in termini di individui la povertà assoluta è cresciuta dal 7,7% al 9,4% con i numeri che si stabilizzano sui 5,6 milioni.
Considerando l’anno della pandemia, si sono azzerati di conseguenza i miglioramenti registrati nell’anno 2019. Sono invece stabili solo ed unicamente le spese alimentari e per quanto riguarda le abitazioni. Si registra invece una diminuzione per tutti gli altri beni e servizi che registrano un netto calo al -19,2%.
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